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Un arresto e tre denunce tra il Sassarese e Tempio


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Paese

Dati Generali
Il paese di Ozieri
Ozieri è un importante Comune della provincia di Sassari. È dislocato ad anfiteatro su una collina, a 340 metri sul livello del mare. Conta 11298 abitanti. Fa parte della VI Comunità Montana “Monte Acuto". Dista 49 km da Sassari. L´abitato è stato capoluogo storico della regione e capitale del cavallo isolano. Il nome appare anche come Othigeri, nelle fonti di età medievale e Ocier nelle fonti di età moderna. È oscura l´etimologia del toponimo, sicuramente di origine protosarda.
Il territorio di Ozieri
Altitudine: 164/747 m
Superficie: 252,45 Kmq
Popolazione: 11334
Maschi: 5559 - Femmine: 5775
Numero di famiglie: 3806
Densità di abitanti: 44,90 per Kmq
Farmacia: via Vittorio Emanuele, 1 - tel. 079 787007
via Veneto Immob. Laura, 56 - tel. 079 787143
piazza XXV Aprile, 7 - tel. 079-7809014
piazza Carlo Alberto, 1 - tel. 079 787049
Guardia Medica: via Rosselli Fratelli - tel. 079 787953
Carabinieri: via Camillo B. Conte Di Cavour, 35 - tel. 079 787014
Polizia Municipale: via Vittorio Veneto, 48 - tel. 079 7810000

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Storia

BISARCIO, e anticamente GUISARCHIO, GISARCLO, GRISARDA, città vescovile della Sardegna nel medio evo, oggi deserta. La sua situazione era alla sponda del campo d’Ozièri sulle falde d’un lungo ciglione, onde era protetta dalla tramontana, in distanza dalle due città vescovili, una di Ploàghe ore 2, altra di Castra pressochè altrettanto, e d’un’ora dalla metropoli del Logudòro, Ardara.

Sino al 1806 vi si vedevano stare parecchie case di ordinaria costruzione, comechè in gran parte scoperte. Da quel tempo l’opera della distruzione accelerò; e dopo l’editto delle chiudende, toltosi il materiale che ingombrava la terra per la costruzione delle chiusure d’una tanca, ne sparvero fin le vestigie; se non che conservata dalla religione dei fedeli resta ancora in piè molto venerata l’antica chiesa cattedrale dedicata al martire Sulcitano sant’Antioco. Se si tolga quest’edifizio, niente o poco altro era che provasse qualche magnificenza nella città, quando correano i migliori suoi tempi. Mancavano le acque sorgevoli; e si doveano quei popolani provvedere o da cisterne, o da pozzi. L’aria era come tuttora è poco salubre, e per queste ed altre ragioni non poteva in tal sito durare una popolazione. Le terre d’intorno buone per lo pascolo, poco erano acconcie all’agricoltura.

Dopo l’abolizione del giudicato Logudorese, i Doria padroni dell’Anglòna dominavano pure in questa città.

Nel 1528 fu invasa dalla peste, che vi fece molta strage sì come nelle altre parti del regno, dove si diffondeva liberamente, però che nessuno ostacolo le si opponeva dal governo. Nel 1638, quando il Vico scriveva la Storia generale dell’isola, eravi ancora un certo numero di abitanti. Quindi il disertamento totale deve riferirsi intorno alla metà del secolo XVIII, quando i pochi superstiti abbandonarono le loro case, che erano più poche d’un centinajo, e andarono a stabilirsi in Ozièri, che ne è distante 2 ore.

L’antica cattedrale vedesi fondata su di piccola eminenza, ed apparisce simile nella forma a quella di Ardara (V. Ardara). La costruzione si fissa intorno all’anno 1153 per opera di Dordogorio II Gunàle, che da alcuni si vuol annoverare tra i regoli della provincia. Sorge vicina una torre, nella quale erano forse appese le campane ad un’altezza ragguardevole. La porta principale è nel suo arco fregiata di vari intagli, quali si usavano nell’antica architettura, che la fanno elegante.

Stette in questa chiesa per molti secoli la sedia vescovile, alla quale fu unito nell’anno 1445 da papa Eugenio IV il priorato di s. Nicolao di Bùtule, e restò insino al 1503, quando da Giulio II si decretò l’unione di questa diocesi all’Ottanense o Algariense.

Se si creda al Fara, nella enumerazione dei dipartimenti e parrocchie, che scrive poste nella giurisdizione del vescovo Bisarchiense, in due sole regioni questa si estendeva, che erano Oppia e Montacuto inferiore, contenenti circa 15 parrocchie, cioè Bisarcio e Ardara cittadi, Ozièri, Biduvè, Tula, Noceto o Nughèdu, Ilanto o Ilàna, Bùtule, Itiri, Urvèi nel Sassu presso alla rupe di s. Leonardo, e alcuni altri.

Conservasi memoria di 15 vescovi dal 1102 al 1487 (V. Vico, parte VI), uno dei quali, che nominavano Antonio Pinna, circa l’anno 1436 celebrò un sinodo nella chiesa di s. Maria d’Ozièri. Nell’ordine del Vico devonsi inserire tra il primo e secondo il vescovo Pietro, che nel 1116 intervenne alla consecrazione della chiesa di Saccargia, e tra il terzo e il quarto, circa all’anno 1237, Giovanni.

È tradizione fosse il capitolo di questa cattedrale composto di sette canonici, due dei quali costituiti in dignità. Le prebende erano Ardara per l’arciprete, Ozièri per lo decano, Lidinèse, Buàbide, Retùba, Oracèi, Nughèdu per gli altri canonici (V. il Vico luogo citato cap. XII). Resta dubbio se egli scrivesse correttamente i quattro nomi anzi notati.

Era in Bisarcio un monistero di benedittini. In più carte circa l’anno 1236–37 troviamo sottoscritto come teste il priore Gisarcliense.

Nel Sassu, al cucuzzolo di s. Leonardo presso la chiesa dedicata a questo santo, dicesi sia stato un altro monistero del suddetto ordine. Eragli vicino il paese di Orvèi o Urvèi, abbandonato circa al 1650.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Ozieri
2° domenica di Maggio: Sant'Antioco di Bisarcio - Riti religiosi con processione e festeggiamenti civili con spettacoli di intrattenimento.
Ultima domenica di Maggio: San Nicola – Sagra campestre della durata di tre giorni
13 Giugno: Sant'Antonio da Padova
25 Giugno: Beata Vergine di Monserrato 27 Luglio: San Pantaleo (nella frazione di Chilivani)
1° domenica di Settembre: Sagra della Spianata e dei Sospiri. Degustazione di prodotti tipici locali.
8 Settembre: Beata Vergine del Rimedio. Si svolge in contemporanea con la Fiera dell'artigianato e del commercio. Durante la festa ha luogo la sfilata dei costumi tipici locali e da tutta l'Isola